Pubblicato il: 01/12/2025
Più chiaramente, il giudice può intervenire nominando un soggetto terzo incaricato di sbloccare la situazione e assicurare una corretta amministrazione del condominio.
Una decisione del Tribunale di Napoli, il decreto del 20 gennaio 2025, ha confermato questa possibilità.
Quali i presupposti?
Affinché il tribunale possa procedere alla nomina di un amministratore ad acta, deve essere accertata una condizione di paralisi gestionale tale da compromettere la vita condominiale.
Nel caso esaminato dal Tribunale di Napoli, alcuni condomini avevano segnalato gravi infiltrazioni che avevano portato persino al crollo del solaio di un terrazzo. Nonostante fosse già intervenuta una sentenza che individuava le responsabilità, lassemblea non aveva assunto alcuna decisione per eseguire i lavori urgenti.
Dinanzi a questa persistente inerzia, i condomini hanno quindi chiesto al giudice di nominare un amministratore ad acta per garantire lattuazione degli interventi necessari alla messa in sicurezza delledificio.
In cosa consistono ipoteri dellamministratore ad acta?
Una volta nominato, lamministratore ad acta assume un ruolo operativo e sostitutivo rispetto allassemblea o allamministratore ordinario. Egli ha il compito di:
- accertare le cause del crollo e le condizioni strutturali dellimmobile;
- verificare la sicurezza delledificio;
- predisporre un piano di intervento dettagliato;
- individuare limpresa incaricata dei lavori;
- procedere alla ripartizione e riscossione delle spese tra i condomini.
Questa figura diventa, quindi, essenziale per superare le impasse assembleari e ripristinare unefficace gestione del condominio.
La pronuncia del Tribunale di Napoli conferma che, in presenza di un pericolo imminente o di un grave pregiudizio per la collettività condominiale, il giudice può intervenire per supplire allinerzia degli organi ordinari. Il fondamento normativo di tale intervento si rinviene nellart. 1105, comma 4, del codice civile, che consente a ciascun comproprietario di rivolgersi allautorità giudiziaria quando lassemblea non riesca ad adottare le decisioni necessarie alla gestione del bene comune.
Per evitare di giungere a un intervento giudiziario, è quindi indispensabile che lassemblea condominiale operi con senso di responsabilità e partecipazione, e che lamministratore agisca con tempestività e trasparenza.
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